Caro lettore, oggi ti voglio parlare dell’empatia negli animali. Quest’abilità sociale consente di comprendere gli stati d’animo degli esseri viventi che ci circondano, siano essi umani, animali o vegetali.

Ti sei mai trovato di fronte ad una pianta distrutta da una tempesta e ti dispiaceva per quanto successo?

Io ho provato empatia quest’estate girando per le montagne venete e notando cosa può succedere se la natura si ribella. Provo questo sentimento quando vedo un animale soffrire per i motivi più svariati. Provo empatia quando vedo un essere umano che vorrebbe compiere un’azione, ma gli è impedita da una malattia o altro.

Gli esseri viventi con maggiore empatia sono sicuramente gli animali. Quando sono triste il mio cane è più coccolone, quasi volesse dirmi “Non ti preoccupare, ci sono io con te!“. Ho sentito di numerosi casi di “mamme pelose” in fase di allattamento che crescevano cuccioli non della stessa specie. L’immagine di copertina, dove una bellissima cagnolona oltre ad allattare i suoi cuccioli, allatta anche due bellissimi gattini è un bellissimo esempio. Dovremmo imparare dagli animali a “metterci nei panni dell’altro“, così da ridurre ogni sofferenza nel mondo.

L’Università di Parma ha scoperto che l’empatia è legata ai neuroni specchio, presenti negli animali e nell’uomo, che si attivano quando l’organismo imita un’azione o un’emozione o assiste al suo svolgimento da parte di qualcun altro. Pensa ai cuccioli che imitano la mamma e così imparano a cacciare; oppure, ai bambini, che imitando le azioni dei genitori, imparano a crescere. Funzionano sia durante un’azione motoria, sia nell’imitazione di un’emozione ed è così che impariamo ad esprimere gioia, tristezza, rabbia, paura, disgusto, ecc… Continua

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